Marion live @ Islington Academy, April 12th 2012
Era il 13 marzo del 1996, al Tunnel di Milano: tra una canzone e l'altra sento tra il pubblico un tipo mezzo ubriaco che grida al cantante "Bèlla magliétta!!" (alla faccia di tutti quelli che pensano che noi milanesi diciamo magliètta... no, diciamo magliétta!!!)
Riconosco dalla voce il tipo mezzo ubriaco: è Fétta (altra e chiusa), mio compagno di basket in un'improbabile squadra che milita nel campionato PSG; la bella maglietta è invece quella dello scheletrico Jamie, cantante dei Marion, fenomeno Britpop del tempo, con all'attivo un album pazzesco This World And Body. Un album in cui tutte le canzoni sono singoli, fantastico!
Complice la cartina da finire a Londra, settimana scorsa mi ritrovo a portata di mano una data dei Marion che suonano un concerto di reunion alla Islington Academy: non posso perderla, 16 anni dopo.
Anche la bella sala da concerti di Angel è piena di ricordi: ci vidi i Gene agli sgoccioli della loro carriera (era già quasi un concerto revival allora, nel 2004) durante il breve periodo in cui lavorai a Londra, una delle ultime mie apparizioni come impiegato (lun-gio in ufficio, ven-sab-dom tra gare di orienteering, esplorazione urbana e il disegno della mia prima cartina da ori - Senago).
Ritornare ad Angel fa sempre effetto, abitavo proprio a 5' da lì, facevo la spesa al Sainsbury 24h davanti al locale e più di una volta mangiavo all'INDIAN VEG, con buffet vegetariano a 5 pound di Chapel Street.
Naturalmente so perfettamente a che ora iniziano gli EXIT CALM (gruppo supporto niente male) e a che ora iniziano i MARION (perché in UK sono informazioni che si possono sapere in advance), quindi non perdo tempo in attese estenuanti con il locale vuoto, o peggio, non arrivo quando il concerto è già iniziato come alternativamente mi succede in Italia.
Arrivo giusto 15 minuti prima degli EXIT CALM, con il locale che lentamente si riempie. 15 minuti che mi servono per riabituarmi all'orribile usanza degli inglesi che vedono il concerto con birra in mano, con conseguente fuoriuscita di liquido ad ogni minimo movimento e consequente impiastricciamento del parquet ('azz io sono in Birkenstock!!) se non addirittura dei tuoi vestiti (che non si possono sporcare troppo causa bagaglio limitato dai 10kg RYANAIR)
Quello di fianco a me praticamente fa uscire mezza pinta solo nella prima canzone degli EXIT; mentre un altro vicino dimostra notevoli abilità maneggiando addirittura 2 pinte con certa disinvoltura (le 2 pinte of course sono per uso personale; come si fa a stare ad un concerto quando finisce la prima pinta? impossibile andare al bancone senza perdere il posto in platea; quindi meglio procurarsene subito due).
Gli EXIT CALM, propongo un bel muro sonoro, una specie di tritacarne alla oasis, senza però copiare gli oasis: volume altissimo e strumenti che si sentono perfettamente; voce interessante. Gran bel gruppo spalla.
Hanno decisamente la faccia da gruppo inglese britpop, con tutta l'attrezzatura di frangette, vestiti mod etc etc.
Il cantante sembra un po' psicopatico un po' bevuto, si toglie la giacca di scena ancora prima della prima canzone.
Rovina la festa la spia del bassista che ha dei problemi: praticamente il bassista non riesce a sentirsi mentre suona, e continua a smadonnare, ad agitarsi, a tirare calci all'arnese; ad ogni canzone fa 5' di tentativi, poi ogni volta give up e inizia a suonare incazzato.
Per il pubblico è veramente noioso, perché noi sentiamo bene, e lui fa la figura del fighètta che se non è tutto perfetto non riesce a suonare; i suoi compagni sul palco non se lo filano molto, e lui si innervosisce sempre di più.
Consigliati.
E arrivano i Marion:
Jamie ora è ciccione, e pure un po' gobbo, ma si ostina a tenere la pettinatura britpop da ragazzino: questa trasformazione potrebbe essere un colpo al cuore per il pubblico, ma io avevo già visto le foto recenti, e quindi la cosa non mi sconvolge più di tanto. Mi sconvolge molto meno di quando vidi Moz per la prima volta, a Milano nel 1999; io avevo ancora nella testa le immagini della giovane band rockabilly del Live in Dallas 1992 e mi ritrovai un gruppo di vecchi e ciccioni.
Ma Jamie non se l'è passata bene negli ultimi 10 anni; tanta dddroga, e negli ultimi anni la riabilitazione: quindi meglio ciccione che drogato.
E poi la sua voce è in splendida forma, e lui è uno che SA CANTARE!! è questo quello che conta (però, maroooò se è ciccione!!! fa impressione ricordarlo scheletrico).
Ricorda un po' l'Oscar Wilde di Stephen Fry
Il concerto parte male: la prima canzone non si capisce una mazza; gli strumenti non si sentono belli nitidi come per gli Exit Calm, ma soprattutto già a metà canzone ognuno va per i fatti suoi, sono quasi tutti fuori tempo e soprattutto la batteria si sente pochissimo. La mia impressione è che il batterista è un timido che ha poco impatto nella band, e si lascia trascinare dagli altri invece di dare lui il tempo.
Alla fine del pezzo ho proprio l'impressione che il batterista, comunque con il sorriso, chieda al chitarrista: "ma riuscivi a sentirmi?"
Per fortuna dal secondo pezzo le cose cambiano e torna la magia dei Marion, grandi pezzi, suonati bene, cantati bene.
Simpatici siparietti di Jamie, che arriva con una bottiglia di vodka russa (mi sembra ci sia scritto STANDARD, in cirillico) alla faccia che ora è 'pulito'... La offre anche in prima fila (con un giochetto che ha fatto già nelle altre tappe del tour) dove un vero pUnk dalla cresta rossonera lo aiuta a scolarla.
Ad un certo punto panico perché Jamie non trova l'armonica giusta, quella in A, on la canzone già iniziata: arriva il roadie che si smazza una decine di armoniche ( c'è la C la F la G la D, ma dove minkia è la D??????)
Un attimo prima di dove inizia il pezzo di armonica Jamie la trova sotto l'asciugamano, con grande sollievo di tutti :-)
Non posso non pensare a Michael Stipe e le sue ridicole performance con lo strumento: Jamie invece SA SUONARLA...
I Marion sono molto contenti del calore ricevuto dal pubblico, e ricambiano con sorrisi a raffica; altro bel siparietto:
"Ma che bel pubblico in salute!!!" dice Jamie, e poi si accorge di aver usato il termnine sbagliato ...
"No scusate, intendevo che siete un pubblico numeroso; è chiaro che voi siete assolutamente dei CATORCI!!!"
Il concerto scorre veloce e intenso. Alla fine, tra i ringraziamenti generali, Jamie esce poi torna indietro e dice:
"Hey, the most important thing: where is the VODKA?"
il concerto finisce alle 22.40, faccio a tempo a recuperare una scaletta, e correre all'INDIAN VEG, che chiude alle 23. I signori sono gentili e mi fanno mangiare nonostante l'ora: riesco a concludere la serata con il mitico buffet (che ora è aumentato a ben 5.49 pound)